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- Titolo: 2012: fine del mondo o fine di un mondo?
- Autore: Paola Giovetti
- Editore: Edizioni Mediterranee
- ISBN: 9788827219966
- Pagine: 150
- Prezzo: € 14,50
La fine del mondo è un evento che l’uomo teme da sempre. Non è certo infatti la prima volta che ne sentiamo parlare, non è certo la prima volta che profezie di varia tipologia vengono sottoposte alla nostra attenzione creando panico in tutta la popolazione mondiale, paure, ansie che poi scompaiono come una bolla di sapone quando nella data che la profezia aveva denunciato come l’ultimo giorno di vita del pianeta non accade assolutamente niente e le nostre vite continuano a scorrere come ogni altro giorno.
La fine del mondo è stata annunciata adesso anche per il 2012, per il 21 dicembre del 2012 per essere precisi. Questa data è stata estrapolata da una profezia Maya basata a quanto sembra su calcoli matematici ed astronomici, materie queste su cui i Maya basavano la loro cultura e lo scorrere delle loro vite.
Perché credere a questa nuova profezia quando tutte quelle del passato si sono rivelate fasulle?
La scrittrice e giornalista Paola Giovetti cerca in questo suo testo dal titolo “2012: fine del mondo o fine di un mondo?” uscito nel 2008 per le Edizioni Mediterranee di offrire un quadro quanto più dettagliato possibile sulle profezie che l’uomo si è trovato ad ascoltare nel corso degli anni. Vengono analizzati in questo testo i profeti e le loro parole cercando di capire se in tutto questo è possibile trovare un qualche fondo di verità.
Un viaggio lontano nel tempo e anche nello spazio, un viaggio che attraversa epoche e popolazioni molti distanti dalla nostra, per cercare di capire perché l’uomo ha sempre creduto e continua a credere nelle profeziu sulla fine del mondo, per cercare di capire quali falsi miti devono esser fatti cadere e quali invece possono essere le piccole verità da prendere in considerazione per arrivare poi alla fine a comprendere che forse la fine del mondo può anche essere scritta nel destino dell’umanità ma che dopotutto siamo noi a costruire il nostro stesso futuro.


